martedì 19 settembre 2017

[Recensione] Augustus di John Williams - Fazi editore




Trama
Sono le Idi di marzo del 44 a.C quando Ottaviano, diciottenne gracile e malaticcio ma intelligente e ambizioso quanto basta, viene a sapere che suo zio, Giulio Cesare, è stato assassinato. Il ragazzo, che da poco è stato adottato dal dittatore, è quindi l’erede designato, ma la sua scalata al potere sarà tutt’altro che lineare.
John Williams ci racconta il principato di Ottaviano Augusto e i fasti e le ambizioni dell’antica Roma attraverso un abile intreccio di epistole, documenti, diari e invenzioni letterarie da cui si scorgono i profili interiori dei tanti attori dell’epoca, i loro dissidi, le loro debolezze: l’opportunismo di Cicerone, la libertà e l’ironia di Orazio, la saggezza di Marco Agrippa, la raffinata intelligenza di Mecenate, ma soprattutto l’inquietudine di Giulia, una donna profonda e moderna, che cede alla lussuria quanto alla grazia.
In Augustus, che valse all’autore il National Book Award nel 1973, protagonista è la lingua meravigliosa di Williams che ci restituisce a pieno lo spirito della Roma augustea.
Un capolavoro della narrativa americana che, fra ricostruzione storica, finzione e perfezione stilistica, non manca mai di dialogare con il presente, e in cui la grande storia è lo spunto per riflettere sulla condizione umana, sulle lusinghe del potere e sulla solitudine di chi lo esercita.

La mia opinione
Se avete amato John Williams in “Stoner” non potete perdere “Augustus”. Una storia completamente diversa, ma che, ancora una volta, fa emergere l’immensa bravura di questo scrittore.
Attraverso un romanzo epistolare, Williams ci parla di uno dei più grandi imperatori dell’Antica Roma, Ottaviano Augusto.
Quando suo zio, Giulio Cesare, viene assassinato, Ottaviano è appena diciottenne, ma capisce subito quale dovrà essere il suo ruolo: tornare a Roma e riportare la pace tra le varie fazioni che si sono create.
Ottaviano, nonostante la giovane età, grazie a degli amici fidati, tra cui ricordiamo Marco Agrippa e Mecenate, riuscirà a farsi amare dal popolo romano, che lo vedrà come un dio mortale.
Ma, come ogni storia di potere, non è mai tutto semplice. La vita di Ottaviano Augusto è dura, fatta sempre di pericoli, intrighi e rischi di congiure.
John Williams non ci parla solo dell’imperatore, ma dell’uomo: un uomo costretto, per via del suo ruolo, alla solitudine. E questo peso emerge sopratutto dai racconti dello stesso Ottaviano: quando sei destinato ad assumere un ruolo così importante, è inevitabile che non riesca più a fidarti di nessuno, persino della tua stessa famiglia.
Ho amato i riferimenti ai poeti e scrittori suoi amici, Orazio, Virgilio, Cicerone, che, per una volta, vediamo in tutte le loro fragilità e nella loro umanità e non come personaggi di un’epoca lontana.
Anche perchè, leggendo la storia, si impara molto anche di ciò che accade oggi: in fondo gli uomini non cambiano e, per quanto possiamo evolverci, la sete di potere, i tradimenti, le discriminazioni, continuano a persistere, rendendoci non tanto diversi dai nostri antenati.
Da donna ho amato particolarmente la storia di Giulia, la figlia di Ottaviano Augusto, alla quale Williams dedica ampio spazio. Una donna forte e intelligente, che, proprio perché donna, non ha avuto la possibilità di emergere in tutta la sua grandezza. Una donna che ha sofferto tanto, perché quando sei la figlia dell’imperatore tutta la tua vita è un progetto e tutti i matrimoni sono soltanto degli accordi politici.
Un bellissimo romanzo storico che, tra finzione e realtà, ci riporta in una delle epoche più prosperose dell’antica Roma, facendo riflettere su giochi di potere, tradimenti, ma, soprattutto, su quanto spesso il potere non renda gli uomini felici, ma soltanto più soli.

Voto finale: 4/5

lunedì 18 settembre 2017

[Recensione] Ci vediamo un giorno di questi di Federica Bosco - Garzanti




Trama
A volte per far nascere un'amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po' di responsabilità nei giorni dell'amica dominati dal caos. Un'equazione perfetta. Un'unione senza ombre dall'infanzia alla maturità, attraverso l'adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un'esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest'ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.

La mia opinione
L’ultimo libro di Federica Bosco, una delle mie scrittrici italiane preferite, è semplicemente meraviglioso.
Attraverso la storia di Ludovica e Caterina, la Bosco ci ricorda l’importanza dell’amicizia, che talvolta è un legame persino pari o più forte di quello con la propria famiglia.
Ludovica e Caterina, diventate amiche per caso durante una pausa a scuola, sono due ragazze completamente diverse tra di loro: mentre Ludovica è una  persona razionale, pragmatica, sempre super organizzata e la cui vita non esce mai dagli schemi che si è prefissata, Caterina è un vero e proprio vulcano di energia, imprevedibile, sempre piena di idee nuove e capace di lanciarsi al buio in progetti ambiziosi e un po’ pazzi.
Ludo ha sempre pensato che Cate fosse la sua roccia, quella che la spronava e, al tempo stesso, la proteggeva. Nella sua insicurezza, Ludovica ha sempre ammirato Caterina, quasi invidiando il suo coraggio e la sua forza incrollabile.
Nel corso della loro amicizia, come sempre accade, ci sono stati litigi terribili, con parole che spesso sfuggono nei momenti di rabbia e che solo le persone che ci amano davvero possono capire e perdonare. 
E, proprio per questo, le due amiche non si sono mai perse, non sono mai riuscite a tenersi il muso o rimanere distanti l’una dall’altra per troppo tempo.
Talvolta, però, il destino è crudele e ci ricorda che certi “imprevisti” della vita non possono essere controllati. Per una volta sarà Caterina ad avere estremo bisogno di Ludovica. E finalmente Ludovica, che ha sempre vissuto la sua vita all’ombra dell’amica, deve essere forte per entrambe, deve prendere il volo e lanciarsi nell’imprevedibile, per fare un “regalo” importantissimo all’amica.
In questo modo, sarà anche Caterina a fare un regalo a Ludovica che, dopo tanto tempo, troverà se stessa e il suo posto nel mondo e capirà quanto è stata sempre fondamentale nella vita di Cate, più di quanto avesse mai potuto immaginare.
Una storia stupenda, un’amicizia che è talmente forte che niente e nessuno può scalfire. Raccontandoci di due ragazze che, più che amiche, sembrano sorelle, Federica Bosco ci ricorda l’importanza dei legami, ci ricorda che possiamo benissimo essere autonomi e indipendenti, ma che è fondamentale avere dei punti fermi, dei porti sicuri ai quali tornare e che non ci giudicano mai.
Ho divorato questo libro in poche ore, talmente era coinvolgente; unica raccomandazione: preparate i fazzoletti perché non potrete non commuovervi.

Voto finale: 5/5

venerdì 8 settembre 2017

[Recensione] Cosa ho fatto per amore di Susan Elizabeth Phillips per Leggereditore



Trama
Per Georgie York, un tempo la protagonista di una delle sitcom preferite dagli americani, è proprio un periodo no. La sua carriera cinematografica è in stallo e dover badare a suo padre la sta facendo letteralmente impazzire. Per di più, suo marito l'ha appena lasciata... Un bel danno d'immagine per una delle attrici più amate dal grande pubblico. In un momento del genere, andare a Las Vegas e imbattersi nel suo ex collega, il detestabile ma fascinoso Bramwell Shepard, sarebbe stata per chiunque la peggiore delle soluzioni. Ma Georgie non è una donna come le altre, la sua vita è uno straordinario e inestricabile groviglio di guai. Quando ai suoi però si aggiungono quelli di Bramwell Shepard, la situazione diventa a dir poco esplosiva, perché i destini dei due ex rivali sono più legati di quanto loro stessi avessero mai sospettato.

La mia opinione
Oggi mi rivolgo alle lettrici romantiche: non fatevi assolutamente sfuggire “Cosa ho fatto per amore”.
Ormai Susan Elizabeth Phillips è una delle scrittrici migliori in circolazione quando si parla di romance e anche questa volta ha fatto centro.
Inizialmente mi sembrava di rivedere la storia tra Jennifer Aniston, Brad Pitt e Angiolina Jolie, e sono convinta che la SEP si sia ispirata a questo notissimo gossip per iniziare il romanzo.
Infatti, la protagonista, Georgie, è un’attrice comica, diventata famosa per una serie tv che è entrata nei cuori del pubblico americano. A coronare la sua carriera, non poteva che esserci il matrimonio con uno degli attori più belli e famosi, Lance. Tuttavia, questa unione apparentemente perfetta crolla quando Lance, impegnato in un nuovo film, incontra la bellissima e appassionata attrice Jade, nota per le sue opere di beneficienza in giro per il mondo.
Tanto più che Georgie non è la classica bellezza holliwoodiana, ma ha delle caratteristiche particolari che la rendono insicura e inferiore a Lance.
All’inizio del romanzo, sembra quasi che Georgie si incolpi dell’abbandono, come se un uomo tanto bello e perfetto non potesse aver scelto lei.
Georgie è una protagonista fantastica: è buona, altruista, gentile, tutte caratteristiche che in un mondo come quello di LA, fatto di superficialità e cattiverie, sono difficili da trovare.
E, tra i tanti personaggi con una brutta fama, c’è anche Bram Shepard, suo coprotagonista nella serie TV che l’ha resa famosa e l’uomo che Georgie odia di più al mondo.
Eppure Georgie ha la capacità innata di mettersi nei guai: in poco meno di 24 ore a Las Vegas, si troverà sposata proprio con il suo acerrimo nemico: Bram.
Entrambi cercheranno di sfruttare la situazione a proprio vantaggio per farsi pubblicità. Ma riuscirà la dolce e fragile Georgie a lasciarsi alle spalle le sue insicurezze e sfruttare questo matrimonio? Piano piano, grazie anche all’aiuto e all’influenza di Bram, Georgie riuscirà a prendere finalmente in mano la sua vita, realizzare i suoi desideri e spiccare finalmente il volo.
Il libro è scritto benissimo, come tutti i romanzi della Phillips, e, nonostante sia abbastanza lungo rispetto ad altri romance, le pagine scorrono veloci una dietro l’altra, in una storia romantica, divertente e inaspettata.

Voto finale: 4/5


mercoledì 30 agosto 2017

[Recensione in anteprima] Aspettami fino all'ultima pagina di Sofia Rhei - Newton Compton editori





Trama
Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mesi le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama... Dopo giorni e notti di disperazione, viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Flaubert, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita...

La mia opinione
Appena mi è arrivato questo romanzo, non vedevo l’ora di iniziarlo: sembrava avere tutte le carte in regola per affascinarmi. 
Innanzitutto il colore della copertina: chi mi segue su Instagram sa che vorrei un mondo color Tiffany!
Poi il titolo “Aspettami fino all’ultima pagina” e la trama, che non potevano non attirare qualunque bibliofila. Infatti, come avrete letto, il libro parla di Silvia, che per riprendersi da una delusione d’amore, o meglio da una dipendenza amorosa nei confronti del classico narcisista, si rivolge ad un terapeuta.
Non si tratta del classico psicologo che tutti noi conosciamo, ma di un consulente che cura i suoi pazienti con i libri. 
Infine, l’ambientazione, Parigi, da sempre la città che amo di più al mondo,  sembrava il luogo perfetto per un romanzo che pensavo avrei amato.
Il libro parte molto bene, è promettente nella parte in cui racconta la lotta interiore di una donna forte che non riesce a liberarsi di un amore malato, che, probabilmente, non ha alcun futuro. Se avete vissuto situazioni simili, non vi sarà difficile immedesimarvi nella protagonista.
Ma, verso la metà, oltre a diventare scontato e prevedibile, perde tutto il suo fascino iniziale per lasciare il posto a una storia banale e inverosimile.
Come sempre devo fare la solita critica, a costo di passare per “bigotta”: non riesco proprio a spiegarmi perché, dopo il fenomeno di Cinquanta sfumature di grigio, ogni autrice sente il bisogno di raccontarci i momenti intimi nei minimi dettagli, rasentando la la volgarità. Continuo a ritenere, per mio gusto personale, che i dettagli sia più romantico immaginarli che leggerli.
Per il resto, è sicuramente un libro scritto bene, che si legge in qualche ora e in generale scorre anche abbastanza piacevolmente, ma non aspettatevi troppo. Probabilmente, visto che è stato un bestseller in Spagna, io e le spagnole abbiamo gusti completamente diversi.

Voto finale: 2/5



martedì 29 agosto 2017

[Anteprime Leggereditore] Uscite del 31 Agosto

Buongiorno e ben ritrovati lettrici e lettori! Oggi vi segnalo le prossime uscite della casa editrice Leggereditore, dal 31 Agosto entrambe disponibili in ebook. Sempre nella stessa data, Cosa ho fatto per amore, della magnifica S. E. Phillips, sarà in libreria! Mentre per il cartaceo di "Le cose da dimenticare" dovremo aspettare settembre! A me piacciono entrambi!



Due esistenze coincidono in una sola vita. Due passati ritornano in un solo presente.

Per Georgie York, un tempo la protagonista di una delle sitcom preferite dagli americani, è proprio un periodo no. La sua carriera cinematografica è in stallo e dover badare a suo padre la sta facendo letteralmente impazzire. Per di più, suo marito l’ha appena lasciata... Un bel danno d’immagine per una delle attrici più amate dal grande pubblico. In un momento del genere, andare a Las Vegas e imbattersi nel suo ex collega, il detestabile ma fascinoso Bramwell Shepard, sarebbe stata per chiunque la peggiore delle soluzioni. Ma Georgie non è una donna come le altre, la sua vita è uno straordinario e inestricabile groviglio di guai. Quando ai suoi però si aggiungono quelli di Bramwell Shepard, la situazione diventa a dir poco esplosiva, perché i destini dei due ex rivali sono più legati di quanto loro stessi avessero mai sospettato. Dalla penna di una delle grandi maestre del romance internazionale, intrighi amorosi, vanità, ripicche e gelosie, per una commedia romantica indimenticabile, raccontata con la giusta dose di ironia e sensualità, sullo sfondo della città più pazza e trasgressiva d’America.


Due mesi prima di sposarsi, James Donato scompare in mare, in Messico, impegnato nelle ricerche di suo fratello Phil, invischiato in traffici illeciti. Sei anni più tardi, lo stesso uomo dato per disperso riemerge dal suo stato di fuga dissociativa in cui era piombato quel maledetto giorno, per ritrovarsi protagonista di un’altra vita, con un nuovo lavoro e un nuovo nome. Vedovo e padre di due figli, vive a Oaxaca insieme a sua cognata Natalya, un’ex surfista professionista, con cui ha condiviso gli anni più bui. Di colpo le due esistenze parallele collidono e torna vivido il ricordo di Aimee, il suo grande amore, e con esso l’esigenza di ritrovarla. Ma anche Aimee si è rifatta una vita, si è sposata e ha avuto un bambino. A James rimangono i suoi due figli e Natalya, l’unica persona su cui può contare, soprattutto ora che suo fratello Phil, appena uscito di prigione, è disposto a tutto pur di impedire che James riveli quello che ha visto in Messico, quel lontano giorno di sei anni prima... Una storia emozionante, che racconta la perdita più dolorosa e il coraggio di un uomo che con ogni mezzo cerca di ricostruire la propria vita.

lunedì 28 agosto 2017

[Recensione] Norwegian Blues di Levi Henriksen - Iperborea



Trama
Jim Gystad, discografico quarantenne di Oslo deluso dai successi preconfezionati che dominano il mercato, si ritrova in una chiesa di campagna in preda ai postumi dell’ennesima sbornia quando rimane folgorato da un canto celestiale. Tre voci autentiche, vibranti di vita, che sembrano sgorgare dall’anima di quella valle come il primo blues si levò dalle sponde del Mississippi. Sono Timoteus, Maria e Tulla Thorsen, un trio di fratelli ottuagenari che un tempo hanno fatto furore con le loro hit spirituali, fino a intraprendere un leggendario tour on the road nell’America degli anni ’60. Finalmente Jim ha qualcosa in cui credere, una missione a cui votare il suo mestiere: scoprire perché i Thorsen all’improvviso si sono ritirati dalle scene e riportarli alla ribalta. Comincia così un viaggio nel passato di queste tre insolite rock star, che hanno vissuto la fede come un messaggio di libertà e da degni ribelli hanno sfidato l’ordine del loro mondo. Il passionale Timoteus, predicatore mancato, che incantava il pubblico con le sue liriche e poi spaccava il suo mandolino sul palco come gli Who; la misteriosa Maria, con il suo fiero look androgino che l’ha emarginata dalla comunità; la bellissima Tulla, che ha affrontato le barriere della segregazione razziale per sposare il suo amore afroamericano. Sulle note di un’inedita roots music del Nord e di uno humour in levare, Norwegian blues racconta una parabola romantica attraversata da un fiume di grandi nomi della musica dell’ultimo secolo. Un romanzo sul valore assoluto dell’ispirazione, in cui non è mai troppo tardi per voltare le spalle al successo e riscoprirsi a due passi dalla felicità. 

La mia opinione
Ancora una volta la casa editrice Iperborea ci regala un piccolo gioiellino proveniente dalla Norvegia.
Norwegian Blues” è un romanzo commovente e profondo sul potere della musica, sulle seconde possibilità, sull’imprevedibilità del destino.
Il protagonista Jim Gystad è un quarantenne produttore discografico che si trova ad un punto morto della sua carriera: stanco del mondo della musica moderna, che propone sempre gli stessi stereotipi, si imbatte per caso nei tre fratelli Thorsen, tre ottantenni che sente cantare in Chiesa e che, negli anni ’60, dominavano la scena discografica della Norvegia con le loro canzoni spirituali.
Non appena sente ciò che sono capaci di fare con il potere della voce, Jim ritrova immediatamente la sua ispirazione. Nasce in lui l’esigenza di riunire i tre e creare un nuovo progetto, nato dalla sensazione che i tre fratelli riescano, con la loro musica, a smuovere il cuore di chiunque, persino quello cinico e arrugginito di Jim.
Tuttavia, convincere i tre fratelli si rivelerà più difficile del previsto. Timoteus, Maria e Tulla sono ormai tre abitudinari, che vivono la loro routine quotidiana sempre insieme e che non hanno alcuna intenzione di calcare nuovamente le scene del mondo musicale.
Jim, però, è talmente testardo e ostinato che, piano piano, riuscirà a conquistare il cuore dei tre, anche quello di Timoteus, che tra i tre fratelli è il più ostile.
Grazie a questa collaborazione, che si trasforma piano piano in amicizia, i Thorsen faranno conoscere a Jim non solo la loro bellissima musica, ma anche il loro straordinario passato. Un passato fatto di successi, ma anche di tante delusioni. E sarà proprio Jim a “prendere per mano” i tre ottantenni e fare in modo che, nonostante tutti i rimpianti che hanno avuto nella loro vita, possano, finalmente, ritrovare la felicità perduta.
E, pagina dopo pagina, scopriamo il potere salvifico della musica, fonte di ispirazione costante, ma soprattutto traiamo l’insegnamento, che dovremmo ricordare sempre, che non è mai troppo tardi per essere felici.
Un romanzo davvero profondo, accompagnato dalle citazioni dei più grandi autori musicali del passato e dal particolare humor nordico, che lascia il lettore incantato: alla fine della storia, rimarrete profondamente commossi, ma consapevoli di aver letto qualcosa di unico e speciale. Assolutamente consigliato.

Voto finale: 5/5



lunedì 21 agosto 2017

[Recensione] Il profumo della mimosa di Claudia Musio - La Zattera edizioni

"Non metterò il mio futuro nelle mani di una speranza"."E nelle mani di chi lo metterai, allora?".Elisa sorrise."Nelle mie".




Trama
Elisa ha undici anni e lavora a Cagliari presso la bottega di una modista, la signora Alba. E’ una bambina vivace, intelligente, ma prigioniera di una vita che non le permette di realizzare i suoi sogni di un futuro migliore. Quando la modista, resasi conto di provare dell’affetto per lei, cercherà di strapparla alla realtà di povertà della sua famiglia, troverà un muro d’incomprensione e ostilità.
Tornata nel suo paese natio, molti anni dopo Elisa comprenderà che il proprio futuro è solo nelle sue mani e combatterà per realizzarsi e trovare finalmente la sua strada. Insieme a lei, in questo percorso, ci sarà Giacomo, un padroncino con il sogno di essere libero.

La mia opinione
Era da tanto tempo che non mi capitava di imbattermi in un libro così profondo, avvincente e magico come “Il profumo della mimosa”.
Se siete cagliaritane come me, non appena inizierete questo romanzo, vi sembrerà di passeggiare, assieme alla protagonista Elisa, nelle bellissime strade della mia città, via Manno, le stradine della Marina, il Largo. 
Se, invece, ancora non conoscete Cagliari, questa è una magnifica occasione per scoprire questi luoghi.
La Sardegna di Claudia Musio non è il luogo comune di spiagge e mare: è la Sardegna più profonda, quella che pochi conoscono davvero, di un popolo apparentemente chiuso, con tante tradizioni radicate e, talvolta, difficili da comprendere.
Ma soprattutto, e questa è la parte che ho amato di più del romanzo e che si intuisce dal titolo, è la Sardegna “donna”. 
Elisa rappresenta tutte le donne, non soltanto sarde, che nel tempo hanno lottato per affermare i propri diritti. Queste donne coraggiose, in un tempo in cui studiare era un lusso per pochi uomini, hanno combattuto per permetterci di diventare ciò che siamo oggi. Hanno lottato per fare in modo che i propri figli e nipoti potessero avere un futuro migliore del loro, godessero del libero arbitrio nella decisione della propria strada.
La storia di Elisa è una storia di indipendenza, di forza, è la testimonianza che il destino non è mai scritto, ma può essere costruito da ognuno di noi. 
Qualunque donna che avrà la fortuna di leggere questo romanzo ritroverà un po’ di sé stessa: dagli amori, ai conflitti con i genitori, alle delusioni, alle speranze per il futuro, alla voglia di affermare sempre di più sé stesse e le proprie idee.
Claudia Musio con la storia di Elisa ci ricorda che, nonostante tutto quello che abbiamo raggiunto, c’è ancora tanto da fare: quotidianamente ci scontriamo, nel mondo professionale, nelle relazioni, nelle amicizie, con dei pregiudizi sulle donne che ancora non ci permettono di affermarci professionalmente e all’interno della famiglia. Non siamo solo “gli angeli del focolare”, ma molto di più: le donne sono capaci di combattere, di essere delle donne in carriera e, allo stesso tempo, tenere unite famiglie più o meno numerose.
Come la scrittrice Claudia Musio, che in parte si è ispirata alla storia della propria nonna, anche io ho avuto la fortuna di avere tantissimi esempi di donne forti: le mie nonne, mia mamma, le mie zie.
Claudia Musio ha davvero uno stile straordinario: è capace di farvi completamente immergere sia nell’ambientazione del romanzo, sia nei sentimenti e nelle emozioni della protagonista. Più volte, durante la lettura, mi sono trovata a soffrire con Elisa, a sentirmi esattamente come lei. Una bravissima scrittrice che spero ci regalerà altri romanzi come questo.


Voto finale: 5/5

giovedì 3 agosto 2017

[Recensione] Gli effetti collaterali delle fiabe di Anna Nicoletto - Piemme edizioni



TramaLa vita di Melissa è molto lontana dai sogni e dai progetti che sentiva di poter realizzare fino a pochi mesi fa: dopo aver mandato all'aria un prestigioso dottorato a Londra per amore, l'amore le ha sbattuto la porta in faccia, fregandosene altamente di tutti gli anni passati insieme e del suo cuore spezzato. E ora lei si ritrova disoccupata e sola, con il timore di fidarsi di nuovo. Stefano Marte, invece, è esattamente dove vuole essere: è brillante, carismatico ed è l'erede dell'impero di famiglia, un'azienda domotica di successo internazionale. Melissa e Stefano, due vite agli antipodi, non erano destinati a incrociarsi, eppure una serie di coincidenze li porta l'uno sulla strada dell'altra. La sintonia è immediata, almeno fino a quando lei non scopre chi è lui. Perché Melissa sa esattamente che tipo di uomo vuole al suo fianco, e di certo non è un figlio di papà che crede gli sia tutto dovuto. Il problema è che Stefano è disposto a darle l'unica cosa che lei desidera: il lavoro dei suoi sogni, l'opportunità per riscattarsi e dimostrare il suo valore. Rifiutare non è un'opzione. E, comunque, è solo lavoro. Basta relegare i sentimenti in un angolo insieme al brivido di eccitazione che prova ogni volta che lo vede. E poi lei è una donna razionale, ha già perso tutto per amore una volta, non cadrà mai più vittima del principe di turno. Quello che Melissa non sa è che ogni fiaba ha i suoi tranelli e le sue magie, e restarne immune si rivelerà più difficile del previsto.

La mia opinioneChi ha ama i libri romantici, ma con protagoniste che tengono sempre i piedi per terra, non può non leggere “Gli effetti collaterali delle fiabe” di Anna Nicoletto. Non appena ho visto il titolo mi sono innamorata di questo romanzo e non sono rimasta delusa!Melissa, la protagonista, rispecchia un po’ tutte noi: una ragazza razionale, che è cresciuta a pane e Cenerentola e ha smesso da tempo di credere nelle favole. Perché, non appena diventiamo grandi, ci rendiamo conto che il Principe azzurro non esiste e che dobbiamo essere noi le protagoniste della nostra vita, senza bisogno di nessuno che venga a salvarci.Proprio come la maggior parte di noi, Melissa è appassionata di libri e serie TV, direi quasi drogata: le sue maratone per finire Lost mi hanno ricordato i tempi in cui, preparando gli esami all’università, procrastinavo sempre l’orario di inizio dello studio con la scusa di “ancora una puntata e poi mi metto a studiare!”La vita di Melissa, che come molte ragazze di oggi ha dovuto rinunciare ai suoi sogni e al lavoro per il quale ha studiato, scorre tra turni nei bar e sfide infinite a Call of Duty con gli amici storici e la coinquilina Sabrina.Improvvisamente la sua routine cambia dopo l’incontro con Stefano Marte, erede di un’azienda che realizza progetti informatici. Una come Melissa, una brillante laureata in informatica e appassionata di domotica, non può non accettare la proposta di Stefano di inserirla nel suo organico.Il problema, però, è che tra i due c’è un’evidente sintonia, che rischierà di compromettere i loro rapporti di lavoro. Melissa cercherà di far prevalere il suo lato razionale, quello che non crede più nelle favole. Ma, forse, se lasciamo da parte le paure, se per un attimo abbandoniamo il nostro lato pragmatico e ci lasciamo andare alle emozioni, la favola esiste davvero. E non è quella del principe che ti salva o di Cenerentola che perde la scarpetta, ma la favola quotidiana che ognuna di noi può costruirsi da sola.Anna Nicoletto scrive divinamente, ho adorato il suo romanzo, che consiglio a tutte le ragazze romantiche e ironiche. Sono sicura che ve ne innamorerete anche voi!

Voto finale: 5/5


martedì 1 agosto 2017

[Recensione] Love Kaputt di Antonio Giugliano - AUGH! Edizioni



Trama
Maurizio Marullo è un agente di commercio. Durante un viaggio in treno conosce Elena, una bella donna. I due si piacciono, si frequentano e in breve si sposano. Dopo soli due anni, però, il matrimonio si logora: Elena appare scostante, distratta, ambigua, quando non indecifrabile. Tempo dopo, viene trovata morta nell’ospedale in cui lavora, appesa ai tubi del riscaldamento. Gli inquirenti sospettano di suo marito, ma il caso viene archiviato come suicidio. Con stile asciutto e senza fronzoli, Antonio Giugliano descrive lucidamente il degrado umano e morale dell’hinterland napoletano in cui non sembra scorgersi alcuna possibilità di riscatto. I veli, che nascondono i personaggi dietro un’apparente vita normale, lentamente scivolano e lasciano allo scoperto passioni furibonde, vizi ed eccessi. Con assoluto disincanto l’autore muove il protagonista, un cinico misantropo, fra le dinamiche di un microuniverso in cui è l’istinto di sopravvivenza, fisica e psichica, a dominare la scena. Un impulso animalesco che non conosce ostacoli. Fino alle estreme conseguenze.

La mia opinione
“Love Kaputt” potrebbe sembrare, dalle prime pagine, una storia d’amore. Quella tra Maurizio Marullo ed Elena. Maurizio non è mai stato un uomo romantico, anzi: ha sempre tenuto le emozioni a distanza, allontanandosi dalle relazioni prima che diventassero troppo serie. Eppure Elena lo colpisce subito, e dopo poco tempo di passione che muta presto in amore, i due decidono di sposarsi.
Un quadretto perfetto, se non fosse che entrambi nascondono dei segreti. E tutto viene a galla alla morte di Elena, trovata appesa ai tubi del riscaldamento dell’ospedale in cui lavora, apparentemente per un suicidio. 
Marullo sembra un uomo distrutto, ripercorre tutti i passi che solo un uomo colpito da un lutto simile può conoscere. Eppure, capirete che c’è qualcosa che non torna.
Pagina dopo pagina, con una rara bravura e uno stile secco e incalzante, Antonio Giugliano scopre piano piano le carte di un perfetto noir. Quali segreti nascondeva Elena? E perché il rapporto con il marito, inizialmente perfetto, si logora? E sopratutto perché una donna simile decide di togliersi la vita?
Sono tutte domande che vi farete seguendo la storia di Maurizio, una storia scabrosa, a tratti cinica, dove domina l’istinto più primordiale dell’uomo: quello che abbiamo appreso dai nostri antenati, l’istinto di sopravvivenza. In un mondo spesso crudele e indifferente ai sentimenti, l’amore non basta: e, alla fine di questa storia, è chiaro che in una battaglia tra uomini, vince il più forte.

Antonio Gugliano è un bravissimo scrittore, che ha la rara capacità di tenere la suspense fino alla fine, portando il lettore, cercando di seguire le logiche del protagonista, a confrontarsi con la psiche umana e, a tratti, ad averne paura. 



giovedì 27 luglio 2017

[Recensione] Binario 6 di Federica Nardon - Linea Edizioni


Trama
Ci sarà una sola donna che corrisponderà nel modo più perfetto a un determinato uomo. La vera passione d'amore è tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino. Arthur Schopenhauer l'amore è il risultato di un calcolo tra due individui. Succede che questo prodotto a volte sia amore infinito altre amore non finito. Ma qual è il vero significato di questo risultato e, soprattutto, quali sono le conseguenze emotive che si scatenano negli individui che lo vivono? Quando in matematica un'operazione ha come risultato l'infinito questo non è un problema. Leopoldo + Alice = Stop! Ma se questo avviene in fisica... beh, allora è un gran casino perché quando un sistema passa da uno stato di equilibrio ordinato a uno evidentemente disordinato la sua entropia aumenta così come il suo disordine. Leopoldo e Alice appartengono a un sistema completamente disordinato, dove è solo Alice a porsi il problema di riuscire a superare il limite dell'infinito e dargli così un senso. Non riesce a metabolizzare il fatto di essere "quello che un uomo vuole ma che la vita gli impedisce di avere”.

La mia opinione
Ci sono passioni che non finiscono mai: due persone che, nonostante la vita sembri ostacolare in mille modi, continuano a cercarsi continuamente.
Spesso accade di incontrare qualcuno che sembra essere perfetto per noi, sin dal primo momento, ma che, per qualche motivo, non può stare con noi.
Ho sempre pensato che le relazioni “irrisolte”, quelle che sono finite non per mancanza di amore o di passione, ma per altre ragioni contingenti, siano quelle che fanno soffrire di più. Sopratutto per noi donne, che ci ostiniamo ad analizzare, rimuginare, cercare un contatto con qualcuno che, per un motivo o per un altro, alla fine non può (o non vuole?) stare con noi.
Questo è ciò che accade ad Alice, la protagonista del romanzo di Federica Nardon, che, dopo mesi dal suo incontro con Leopoldo, non riuscendo a non pensare a lui, gli scrive una e-mail. 
I due hanno avuto una relazione brevissima, terminata non perché Leopoldo non provava nulla per Alice, ma perché lei era la “donna giusta al momento sbagliato”.
Inizia così uno scambio di e-mail tra due persone tra le quali si percepisce un feeling raro, che non tutti riescono ad avere, fatto di battute, risate, ma anche scambio di riflessioni. Talvolta riderete leggendo le e-mail, altre volte soffrirete come Alice.
Alice continua a rimuginare sugli ostacoli che impediscono a Leopoldo di stare con lei. Ma sono davvero ostacoli? O, più razionalmente, non è la vita che impedisce a Leopoldo di avere Alice, ma è lui che non la vuole abbastanza?
Se avete vissuto delle situazioni simili, sarà facilissimo immedesimarsi nei personaggi, provando le stesse emozioni, la stessa rabbia e le stesse paure che provano loro.
Federica Nardon è davvero bravissima e coinvolgente, il suo stile è ironico e fresco e l’aver strutturato il romanzo come uno scambio di e-mail lo rende una lettura davvero piacevole.
"Binario 6" mi ha ricordato molto il libro “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer, che è uno dei miei romanzi preferiti, anche questo strutturato tramite e-mail.
Sono sicura che è un romanzo che vi piacerà moltissimo e che Federica Nardon ha tutte le carte in regola per essere una bravissima scrittrice.


mercoledì 26 luglio 2017

[Segnalazione] Uscite Leggereditore del 27 Luglio

Buon pomeriggio e ben ritrovati lettori e lettrici!
Oggi vi segnalo le novità della casa editrice Leggereditore, che trovate già in versione ebook e che domani saranno in libreria: si tratta di The winner's curse. La maledizione di Marie Rutkoski  e La seduzione dell'ombra di Kresley Cole. 
A me incuriosiscono tantissimo entrambe, e a voi? Vi lascio come sempre le trame!


Trama
In quanto figlia di un potente generale di un vasto impero che riduce in schiavitù i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha sempre goduto di una vita privilegiata. Ma adesso si trova davanti a una scelta difficile: arruolarsi nell’esercito oppure sposarsi. La ragazza, però, ha ben altre intenzioni... Nel giovane Arin, uno schiavo in vendita all’asta, Kestrel ha trovato uno spirito gentile e a lei affine. Gli occhi di lui, che sembrano sfidare tutto e tutti, l’hanno spinta a seguire il proprio istinto e a comprarlo senza pensare alle possibili conseguenze. E così, inaspettatamente, Kestrel si ritrova a dover nascondere l’amore che inizia a sentire per Arin, un sentimento che si intensifica giorno dopo giorno. Ma la ragazza non sa che anche il giovane schiavo nasconde un segreto e che per stare insieme i due amanti dovranno accettare di tradire la loro gente o altrimenti tradire sé stessi per rimanere fedeli al proprio popolo. Kestrel imparerà velocemente che il prezzo da pagare per l’uomo che ama è molto più alto di quello che avrebbe mai potuto immaginare…





Trama
Il principe Mirceo Daciano e il suo nuovo amico Caspion, cacciatore di taglie, battono le strade di Dacia, ubriachi e alla ricerca dei piaceri della carne. Ma quella che avrebbe dovuto essere una nottata come le altre cambierà per sempre le loro vite. Dopo aver trascinato a letto uno stuolo di ninfe, da queste provocati, il demone e il vampiro si baciano, e una volta interrotto il bacio si sentono scossi, spaventati dall’improvvisa chimica esplosa tra loro. Molteplici e variabili ostacoli, però, che vanno da una condanna a morte all’esilio in una dimensione ormai devastata dalla guerra, minacciano di distruggerli e di annullare la vulnerabile e inattesa promessa contenuta in quel bacio. Anche se Mirceo riesce ad accettare Caspion come suo compagno predestinato, il sensuale vampiro deve ancora riuscire a convincere il demone che il loro legame sia per sempre. E ogni unione reale dei Daci deve ricevere la benedizione di re Lothaire, un killer imprevedibile e selvaggio…
Un nuovo e imperdibile romanzo dalla regina del paranormal romance. Una storia d’amore nata nell’ombra di una passione travolgente.


martedì 25 luglio 2017

[Recensione] Il silenzio della pioggia d'estate di Dinah Jefferies - Newton Compton editori



Trama
1930, Rajputana, India.
Dopo la morte del marito, Eliza, una giovane fotoreporter, si sente persa. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da una chiamata e da un incarico inaspettato: il Governo britannico decide infatti di inviarla in un ricchissimo stato indiano per fotografare la famiglia reale. È l’occasione della sua vita e deve sfruttarla a ogni costo. Ma, al suo arrivo, una sorpresa l’attende: giunta al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane, affascinante e dai modi gentili. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, che vive in estrema povertà, Jay ed Eliza scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare. Eppure la società indiana, molto tradizionalista, e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore… 

La mia opinione
La bravissima scrittrice Dinah Jefferies ha una straordinaria capacità: quella di farci immergere completamente nel Paese dove ambienta i suoi romanzi, al punto di immaginare gli stessi odori e le stesse sensazioni provate dai protagonisti.
La storia è quella di Eliza, una giovane fotoreporter inglese rimasta improvvisamente vedova. Dopo la morte del marito, decide di dedicarsi totalmente alla sua passione: quella per la fotografia, un arte capace di cogliere i piccoli dettagli, fermarli nel tempo e trasmettendo le emozioni dei soggetti ritratti.
Per questo motivo, Eliza accetta immediatamente l’incarico di un reportage di una famiglia indiana. Eliza ha un obiettivo: quello di immortalare i regnanti non nei soliti modi formali, in cui tutti sono abituati a vederli, ma nelle scene di vita quotidiane.
Incontrerà però il forte ostracismo della corte indiana, sospettosa e ostile nei confronti degli inglesi.
L’unico suo alleato sembra essere il principe Jay, fratello minore del re, un giovane affascinante che si discosta dalle solite tradizioni indiane. Fra i due si creerà un forte legame che, proprio per le forti tradizioni radicate in India, troverà tantissimi ostacoli.
Un romanzo coinvolgente, con tanti colpi di scena, che vi lascerà con il fiato sospeso pagina dopo pagina. Io l’ho letto in un giorno, non riuscivo a staccarmi. Lo consiglio a tutte le romantiche, a chi pensa che l’amore sia più forte di qualsiasi pregiudizio e a chi ama le donne forti, proprio come la protagonista, Eliza.

Voto finale: 4/5


giovedì 20 luglio 2017

[Recensione] La testimone del tempo di Tahmima Anam - Garzanti



Trama
Cambridge, Massachusetts, fine dell’estate. Zubaida, giovane dottoranda di Harvard, sta per lasciare l’America. Non vede l’ora di fare ritorno nel suo paese, il Bangladesh, dove la aspettano a braccia aperte la famiglia adottiva e il fidanzato di sempre, Rashid. La attende anche un’occasione unica che non può certo rifiutare: partecipare come paleontologa a uno scavo importante che potrebbe riscrivere la storia. Ma qualche giorno prima della partenza, nel buio di una sala da concerto, incontra una persona speciale: l’affascinante pianista Elijah Strong. Elijah non è come gli altri uomini che Zubaida ha conosciuto finora. Fra loro l’attrazione è immediata e intensa, destinata a sopravvivere al di là dell’appartenenza a culture diverse. 
Eppure, per quanto Zubaida desideri restare e arrendersi a una passione cui è difficile resistere, rimane fedele ai suoi piani. Rientra a Dacca, spinta anche dal rispetto delle tradizioni e di una famiglia che l’ha accolta e protetta. Qui deve confrontarsi con le premure e l’affetto di Rashid, che non riesce più a ricambiare, e ripercorrere un passato che credeva non esistesse nemmeno. 
Quelli in Bangladesh sono anni in cui Zubaida si mette alla prova e non si arrende mai. Anni in cui non ha paura di prendere decisioni a volte scomode. Anni in cui non può e non vuole dimenticare Elijah e quel loro incontro che ha cambiato la sua vita per sempre. Sa bene di non essere più quella di un tempo. E forse adesso è arrivato il momento di liberarsi degli ultimi fili che ancora la legano a un’esistenza che non sente più sua e tornare là dove tutto è cominciato. Con un unico obiettivo: abbracciare le proprie radici senza rinunciare a sé stessa e all’amore.

La mia opinione
Un romanzo riassumibile in una sola parola: meraviglioso!
Già dalle prime pagine ho capito che questo era il libro per me. Tahmima Anam ci racconta la storia di Zubaida, una ragazza del Bangladesh che si trova in America per completare gli studi in paleontologia. Poco prima di partire e tornare nel suo paese d’origine, Zubaida farà un incontro casuale che sconvolgerà tutta la sua vita: quello con Elijah, un uomo diverso da tutti coloro che ha incontrato prima, capace di farle provare emozioni che non credeva esistessero.
Il problema è che Zubaida, a casa in Bangladesh, ha lasciato Rashid, il suo fidanzato storico, che l’aspetta per coronare quello che è il loro piano da sempre, il matrimonio e una famiglia insieme. Zubaida, nonostante ciò che prova per Elijah, viene travolta da quelle che sono le aspettative non solo dei suoi genitori, ma anche della famiglia di Rashid. Rashid è il ragazzo perfetto, dolce e premuroso, quello che tutti sapevano che Zubaida avrebbe sposato sin da quando era piccola. 
Così Zubaida si rassegna al suo destino e sposa Rashid, ma il pensiero di Elijah è sempre presente. E, sopratutto, è presente dentro di lei una mancanza: quando era piccola ha scoperto di essere stata adottata. Il silenzio serbato dai suoi meravigliosi genitori adottivi, ha fatto crescere in lei la voglia di sapere. Quanto sono importanti le nostre radici? Anche se si cresce in una famiglia meravigliosa, l’idea di non sapere da dove si viene, a chi assomigliamo, da chi abbiamo preso certe caratteristiche, può creare un vuoto che è difficile colmare. 
Il racconto di Zubaida, che è fatto sotto forma di lettera ad Elijah, parla proprio di questo: una donna alla ricerca di se stessa, che non troverà pace finché non ricostruirà tutti i tasselli del passato, costruendo finalmente il suo futuro e  trovando il coraggio di cambiare quello che sembra un destino segnato.
Voto finale: 5/5