martedì 20 giugno 2017

[Recensione] La casa in riva al lago di Ella Carey - Newton Compton Editori



Trama
Anna vive a San Francisco e si è costruita un’esistenza tranquilla e ordinata, fatta di giornate costellate di abitudini in cui gli imprevisti sono ridotti al minimo. Il suo mondo viene completamente sconvolto quando suo nonno Max, di novantaquattro anni, la mette a parte di un sorprendente segreto: la loro era una famiglia aristocratica che ha perso tutto durante la seconda guerra mondiale. All’epoca Max era stato costretto a fuggire dalla Prussia, abbandonando un oggetto prezioso. Adesso, dopo oltre settanta anni, vorrebbe ardentemente che la nipote lo andasse a recuperare. Nonostante si senta confusa per quelle rivelazioni, Anna parte per la Germania. Sono tante le domande che affollano la sua testa: cosa ha mai lasciato di così importante, suo nonno? E perché le ha nascosto la verità per così tanto tempo? Sarà Wil, un uomo che Anna incontra durante il suo viaggio, ad aiutarla a far luce sul mistero che ha di fronte. Insieme, scoprono che i segreti della sua famiglia sono collegati a un appartamento abbandonato a Parigi…
Con una narrazione che alterna vicende degli anni Trenta a quelle dei nostri giorni, La casa in riva al lago è un romanzo che racconta come si possa lottare per raggiungere la felicità, senza sacrificare l’amore verso la propria famiglia e il proprio Paese.


La mia opinione
“La casa in riva al lago” è una bellissima storia familiare, di quelle che piacciono a me, che riunisce diverse generazioni tra la seconda guerra mondiale e i nostri giorni.
Tutto inizia quando Max, il nonno di Anna, tedesco scappato dall’Europa in America durante la guerra, per la prima volta fornisce alla nipote un indizio sul suo passato. Un passato misterioso agli occhi della nipote, che lui aveva sempre tenuto nascosto e del quale non aveva mai parlato volentieri.
Max mostra ad Anna le foto di un appartamento della Belle Epoque abbandonato a Parigi e, nella stessa occasione, le chiede un grandissimo favore: quello di recarsi in Germania, nella villa che apparteneva alla sua famiglia, per cercare una cosa che aveva nascosto tanti anni prima sotto il pavimento. Non specifica quale sia l’oggetto da ritrovare, ma le dice soltanto che è legato al suo più grande rimpianto.
Anna inizialmente è titubante, è una persona pragmatica e non vuole stravolgere la sua routine legata al Caffè di cui si occupa a San Francisco. Tuttavia, il fatto che per la prima volta il nonno le sveli finalmente qualcosa legato al suo passato la convince a partire verso Siegel, il paese natale di Max.
La ricerca non sarà facile: sembra che nessuno, a Siegel, nutra grande stima per il nonno e che la villa, ormai abbandonata e in disuso, sia inaccessibile.
Grazie all’aiuto di un affascinante avvocato, di Berlino Anna riuscirà a mettersi in contatto con la nuova proprietaria della villa, ricostruendo finalmente la storia di suo nonno e della sua famiglia.
Le vicende di Anna si alternano a quelle del passato e raccontano la bellissima e struggente storia d’amore tra Max e Isabelle ai tempi della guerra.
Un romanzo piacevole, che vi porterà a viaggiare tra Parigi, Berlino e San Francisco e tra due epoche diverse, raccontando l’importanza dei valori quali la famiglia, l’amore e il bellissimo rapporto che può esserci solo tra un nonno e la nipote.


Voto finale: 3/5


mercoledì 14 giugno 2017

[Recensione] Storie di vita al 30 % di Antonella Capalbi, illustrato da Federica Zancato - Leima edizioni



Trama
Quante volte abbiamo detto sì alla vita? Quante volte no? Quante parole abbiamo taciuto e quante ne abbiamo sprecate? Gli incontri e gli scontri, le vittorie e le sconfitte, l'impossibilità di stabilire un contatto, i deficit emotivi di una generazione che vive di fretta e che spesso non si accorge di godere della propria esistenza soltanto al 30%, come la batteria di un cellulare ormai esausto: questo è il fil rouge delle storie agrodolci di Antonella Capalbi, che scivolano via in fretta, esaurendosi come la carica di un dispositivo agonizzate, fino a ridursi all'osso, a racconti fulminanti di poche righe. Tutti accompagnati dal tratto secco ed essenziale dell'illustratrice Federica Zancato, che amplificano la dimensione emozionale di una raccolta che rispecchia sogni e incubi dei nostri tempi.

La mia opinione
“Storie di vita al 30%” è una raccolta di racconti davvero particolari, scritti dalla giovane autrice Antonella Capalbi.
Già il titolo suggerisce al lettore di cosa si tratta. Quante volte vi sarà capitato nella vita di fermarvi a riflettere e chiedervi se state vivendo la vita pienamente, al 100%? O se magari ci sono degli ostacoli, il più delle volte interiori, che ci fanno limitare al 30%, per usare la quantità indicata dall’autrice, che ricorda un po’ la percentuale della batteria del nostro cellulare? Una spia che vuole dirci “Ehi, fai qualcosa, mi sto spegnendo, ho bisogno di una ricarica”.
E così, la brillante penna di Antonella Capalbi ci porta nelle vite di diversi personaggi, che, pur estremamente diversi tra loro, hanno tutti questa caratteristica, che è il filo conduttore dei racconti: la sensazione di non vivere a pieno la loro vita. Sono certa che non potrete non ritrovarvi in ciascuno di loro: chi si rende conto dell'importanza cose non dette, chi dice sempre no a tutto, chi per timidezza si nasconde. 
I racconti scivolano via pagina dopo pagina, grazie alla scrittura diretta e tagliente dell’autrice, che viene accompagnata dai disegni altrettanto schietti dell’illustratrice Federica Zancato, che riesce a cogliere le parti più importanti dei racconti e a portarcele davanti agli occhi.
Una raccolta che porta il lettore a tante riflessioni: alla fine di questa piacevolissima lettura, sarete i primi a chiedervi “Mi sto perdendo anche io qualcosa?”.


Voto finale: 4,5/5


martedì 13 giugno 2017

[Recensione] Absence di Chiara Panzuti - Fazi Editore LainYA


Trama
Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l'ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all'altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre? La sua vita si trasforma in un incubo quando, all'improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c'è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento. Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l'unico indizio che conta è nascosto all'interno di un biglietto: 0°13'07''S78°30'35''W, le coordinate per tornare a vedere. Insieme a Jared, Scott e Christabel - come lei scomparsi dal mondo - la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo. Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono. Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci? Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità? Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi. Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

La mia opinione
Ne avrete sicuramente sentito parlare nei vari social e blog… Oggi vi spiego il fenomeno “Absence”. Unica avvertenza prima di iniziare: il romanzo può creare dipendenza.
Vi starete chiedendo cosa ha di tanto speciale, lo so… Magari alcuni di voi si sono precipitati in libreria il giorno dell’uscita, il 1 Giugno, pregustando una lettura che sono sicura non vi avrà lasciato delusi!
Perché Absence di Chiara Panzuti è un libro incredibile: e non parlo solo della storia, che è un’opera di fantasia assolutamente perfetta e originale, ma sopratutto del messaggio, non tanto celato, che questa giovane scrittrice vuole trasmettere.
A quanti di voi non è mai capitato di sentirsi invisibili? In un’epoca come la nostra, dove le persone hanno lo sguardo costantemente inchiodato nei loro smartphone in qualunque momento della giornata, capita spesso di avere la percezione di non essere guardati. Magari visti di sfuggita sì, ma sappiamo bene che c’è una enorme differenza tra vedere e guardare: guardare una persona significa coglierne a fondo ogni minimo dettaglio, osservarla, disegnare la geografia del suo corpo e, poi, della sua anima.
Ma oggi siamo tutti superficiali e questo ci porta, sempre più spesso, ad essere invisibili. E questo che lega i quattro meravigliosi protagonisti di Absence: Faith, Jared, Scott e Christabel, quattro adolescenti che nella loro vita si sono spesso sentiti invisibili agli occhi delle persone a loro vicine e che, probabilmente, non si sarebbero mai incontrati se non fosse stato per un “burattinaio” che inizia a manovrare i loro destini, invitandoli a tornare a vedere.
E i primi che dovranno tornare a vedere saranno proprio loro stessi. Perché l’Illusionista, così si fa chiamare l’uomo che ha deciso di introdurli in questo strano e pericoloso gioco, li ha fatti diventare invisibili agli occhi degli altri.
Non solo, nessuno si ricorda di loro. Non possono essere visti, non possono essere sentiti e, cosa peggiore di tutte, sono scomparsi dai ricordi dei loro cari.
Ma i quattro nuovi amici non mollano: si fanno trascinare dal gioco deciso per loro dall’Illusionista per trovare risposte, per tornare a vedere e ad essere, finalmente, visti, in un crescendo di emozioni che vi lasceranno col fiato sospeso pagina dopo pagina.
Absence è solo il primo romanzo di una saga che si preannuncia favolosa. Chiara Panzuti è una scrittrice straordinaria, che ha la capacità di portarci in una realtà inverosimile per farci riflettere su importantissimi temi che affliggono la nostra epoca.
Ho adorato questo romanzo e sono certa che amerò anche i successivi. Assolutamente imperdibile!


Voto finale: 5/5

[Anteprime Leggereditore] Orizzonti sconosciuti di Maya Banks e Lo spazio tra le stelle di Anne Corlett

Buongiorno lettori e lettrici, oggi vi presento le prossime uscite della Casa editrice Leggereditore, in ebook dal 15 giugno e in libreria dal 29 Giugno. Entrambe mi ispirano moltissimo, ma mi sono innamorata della trama e della copertina di “Lo spazio tra le stelle” di Anne Corlett.


Orizzonti sconosciuti - Maya Banks


Trama
Grace Peterson è disperata: vive in clandestinità, in una perenne fuga da uomini malvagi e pericolosi determinati a sfruttare la sua straordinaria capacità di guarire gli altri. Il dono che la rende speciale – un’infallibile abilità telepatica che condivide con la sorella – è svanito nel nulla, lasciandola ora completamente sola e vulnerabile. La missione di riportare a casa Grace sana e salva è affidata a Rio, misterioso e implacabile membro del kgi, un uomo freddo e risoluto ma del tutto impreparato di fronte a quella donna ferita e confusa, che ne scalfirà la dura corazza. In Rio, Grace troverà un rifugio sicuro, e per la prima volta anche una speranza. Ma la missione è tutt’altro che semplice. Il pericolo a cui Grace sperava di essere sfuggita si è fatto più imminente che mai, trascinando lei e Rio verso un orizzonte nuovo e sconosciuto, in cui nessun posto può essere ritenuto sicuro. Seduzione, avventura e adrenalina conditi con un alto tasso di suspense.
L’autrice
Maya Banks è una delle più versatili autrici di romance americane. Spazia dal genere erotico, allo storico, al romantic suspense ed è sempre presente nelle classifiche dei bestseller del New York Times e di usa Today. Vive nel Sud degli Stati Uniti con il marito, i loro tre figli e tanti animali domestici. Di questa autrice, Leggereditore ha già pubblicato i primi quattro capitoli della serie kgi: L’ora della verità, Nessuna via di fuga, Nascosti nell’ombra e Sospiri nel buio.


Lo spazio tra le stelle di Anne Corlett


Trama
Tutto ciò che Jamie Allenby ha sempre desiderato è avere spazio intorno a sé, in cui sentirsi
finalmente libera. Per questo ha abbandonato la Terra, sovrappopolata e claustrofobica, rifacendosi una vita in un mondo di frontiera, ai bordi della civiltà. Quando però un virus dilagante colpisce l’umanità, annientandola e lasciandone solo un vago ricordo, Jamie si ritrova definitivamente sola, finché un messaggio giunto dalla Terra accende in lei una flebile speranza... Chi è il suo autore? Forse l’amato Daniel? Jamie non può saperlo, ma il desiderio di scoprirlo la spinge a trovare ad ogni costo un modo per tornare indietro. Nel ripercorrere a ritroso i fili che legano la propria esistenza, Jamie incontrerà altri uomini alla ricerca della Terra, impegnati come lei in un’avventura irta di pericoli e minacce. I sopravvissuti, reietti intenzionati a proseguire lungo il cammino che ha condotto l’umanità alla perdizione, minacciano infatti di vanificare il loro prezioso inizio… Il viaggio di Jamie verso casa la aiuterà a chiudere la distanza tra chi è diventata e chi è destinata a essere. Ma si può davvero fuggire da un passato turbolento e abbracciare un futuro ricco di speranza? La storia di una donna che deve affrontare il vuoto dell’universo e del suo cuore.
L’autrice
Anne Corlett è un avvocato penalista, vive a Bath insieme al compagno e tre figli. Da sempre appassionata di scrittura, i suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e antologie e le sono valsi diversi premi nazionali e internazionali. Lo spazio tra le stelle è il suo primo romanzo.

lunedì 12 giugno 2017

[Review Party] Il bambino bugiardo di S. K. Tremayne - Garzanti

Buongiorno lettori e lettrici, oggi una recensione un po' diversa dal solito! Il blog Scaffali da riscrivere partecipa all'evento "Review Party" dedicato al romanzo "Il bambino bugiardo" di S.K. Tremayne, recentemente pubblicato dalla casa editrice Garzanti.
Contemporaneamente alla mia recensione, troverete altri 16 blog che daranno la loro opinione, ecco l'elenco:



Per non perdere nulla del Review Party, vi invito a seguire l'evento su Facebook: 


...e poi, leggete la recensione fino in fondo... Troverete una bella sorpresa :)

Trama
La vetrata del grande salone si affaccia sul mare della Cornovaglia. Mentre osserva le onde infrangersi sulla scogliera, Rachel si guarda intorno. Stenta ancora a credere che quella sala e l’intera tenuta di Carnhallow siano sue. Si è finalmente gettata alle spalle la sua vita tormentata grazie al matrimonio con David, un ricco avvocato, e al rapporto speciale che ha con il figlio di lui, Jamie, un bambino timido e silenzioso, segnato dalla tragedia della morte della madre, due anni prima. La donna è rimasta vittima di un terribile incidente nelle miniere sotterranee su cui si erge Carnhallow e il suo corpo non è mai stato ritrovato. Rachel si affeziona al piccolo come se fosse suo. Ma improvvisamente il comportamento del bambino diventa molto strano. Comincia a fare sogni premonitori e dice di sentire la voce della madre che lo chiama dal labirinto di cunicoli sotterranei. Finché un freddo pomeriggio d’autunno, mentre lui e Rachel sono soli sulle scogliere, le rivela: «Tu morirai il giorno di Natale». Un tarlo comincia a scavare nella mente di Rachel. Cosa è successo due anni prima? La madre di Jamie è davvero morta? Perché David si rifiuta di parlarne con lei? È possibile che il marito di cui è tanto innamorata le nasconda qualcosa? Dicembre si avvicina e Rachel sa che deve scoprire la verità, e in fretta, perché ogni angolo della sua nuova casa nasconde un pericolo mortale. 
Dopo il grande successo della Gemella silenziosa, S.K Tremayne ci regala un nuovo thriller da brivido. Venduto in tutto il mondo, ha immediatamente scalato le classifiche inglesi. Nella mani di S.K. Tremayne, la verità non ha mai una sola faccia, e un’aura di sospetto strisciante pervade il lettore fino alla rivelazione finale.

La mia opinione
Se amate i thriller psicologici questo è il romanzo che fa per voi! Appena inizierete a leggere Il bambino bugiardo vi sembrerà di trovarvi dentro una favola, una specie di Pretty Woman. 
La protagonista, Rachel, con un passato difficile e proveniente dai sobborghi di Londra, sembra aver incontrato il suo principe: David, un uomo romantico, bello, ricco, che la “salva” dalla routine con un matrimonio precipitoso ma che sembra basarsi su un grande amore.
La nuova vita di Rachel sembra perfetta: perché David ha anche un figlio meraviglioso, che lei adora e che è stata una delle ragioni che l’ha fatta innamorare di lui.
Tutto inizia nella dimora di David, in Cornovaglia. Una villa maestosa, appartenente alla famiglia di David da generazioni, che Rachel ha il progetto di restaurare. 
C’è, però, un piccolo dettaglio: il progetto del restauro era stato iniziato da Nina, prima moglie tragicamente defunta di David.
Come se non bastasse, David è costretto a recarsi per lunghi periodi a Londra, lasciando la bella e giovane moglie ad occuparsi della casa e del nuovo figliastro.
A questo punto Rachel inizia a rendersi conto che qualcosa non va e che il meraviglioso bambino Jamie ha qualcosa di strano.
Inizia una lotta interiore con sé stessa per cercare di capire se Jamie sia solo un bambino traumatizzato dalla perdita della mamma o se davvero veda cose che gli altri non riescono a vedere. 
Pagina dopo pagina, Rachel alternerà crisi psicologiche, paura di essere diventata matta a momenti di lucida razionalità. E cercherà di scoprire la verità dietro la morte della moglie di David. 
Si tratta di un romanzo molto forte, a tratti inquietante e ansiogeno, ma davvero bellissimo. Una volta iniziato, vi immergerete completamente nella storia e sentirete il bisogno di andare avanti per capire: sì, perché S. K. Tremayne, con estrema maestria, riesce a confondere continuamente il lettore, portandolo prima in una direzione e con un colpo di scena improvviso in quella opposta. Piccolo disappunto il finale, che, a mio parere, avrebbe meritato uno sviluppo maggiore.
Per il resto, amanti dei thriller psicologici non lasciatevelo sfuggire: ne vale la pena!
Voto finale: 4/5

Vi avevo anticipato la sorpresa?? Un fortunato, seguendo le regole, avrà la possibilità di portarsi a casa una copia cartacea del romanzo! Aspettiamo i vostri meravigliosi commenti!

Regolamento:
1. Iscrizione a tutti i blog2. Commentare e condividere almeno tre recensioni3. Commentare l'evento facebook lasciando la mail per essere contattati in caso di vittoria.Scade il 16 giugno


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martedì 6 giugno 2017

[Recensione] Destiny. Un amore in gioco di Lindsey Summers - Newton Compton Editori


Trama
Per Keeley sarebbe stato già un disastro aver preso il telefono sbagliato, l’ultimo giorno di scuola appena prima di partire per le vacanze estive. Ma il disastro si trasforma in una vera catastrofe quando scopre di aver preso per errore quello dell’odioso, egocentrico Talon, che tra l’altro è appena partito per il ritiro di football… con il suo telefono. Con riluttanza, i due decidono di inoltrarsi reciprocamente i rispettivi messaggi per una settimana. E così, giorno dopo giorno, Keeley inizia a conoscere un altro lato di Talon, che non le dispiace per nulla. C’è molto oltre la facciata dell’atleta sbruffone che la maggior parte delle persone vede. E inizia a esserci molto di più anche nel cuore di Keeley riguardo a Talon. Troppo. Messaggio dopo messaggio, riesce a esprimersi come non le era mai capitato, e sente che potrebbe davvero diventare la persona che ha sempre voluto essere. E quando i due finalmente, dopo sette lunghi giorni, si incontrano per scambiarsi i telefoni, scocca la magica scintilla. Ma, mentre Keeley ha giocato a carte scoperte, Talon nasconde un segreto che li riguarda. Qualcosa che potrebbe cambiare la loro relazione. E quando Keeley lo verrà a sapere, potrà fidarsi ancora di lui?

La mia opinione.
Prima di parlarvi di questo romanzo, è doverosa una premessa, in quanto ho letto diverse recensioni un po’ critiche: è un libro dedicato alle giovanissime, che sono sicura lo ameranno.
Detto questo, visto nell’ottica di una ragazza di sedici anni, questo libro è fantastico: romantico, dolce, inaspettato.
La storia inizia in un modo particolare: Keeley, una ragazza timida e introversa, che non sa ancora che strada scegliere per il futuro una volta finita la scuola, si ritrova con un cellulare non suo. 
Si rende conto dell’errore quando riceve una chiamata da Talon, il ragazzo che per sbaglio ha preso il telefono. Keeley cerca subito di farselo restituire, ma Talon è fuori per un raduno di football, per cui la protagonista è costretta ad attendere una settimana.
Durante l’attesa, però, i due iniziano a scambiarsi messaggi: lui è apparentemente sbruffone e arrogante e Keeley, diversamente da ciò che fa di solito, si scopre diversa, risponde a tono e con battute taglienti.
Dopo tanto tempo, finalmente Keeley trova qualcuno con il quale non è necessario usare maschere, con cui riesce ad essere finalmente se stessa.
E quando Talon torna e i due si incontrano, è inevitabile che tra i due nasca qualcosa. 
Ma le cose non sono così semplici, perché Talon le ha nascosto tante cose che porteranno Keeley a vacillare…
Sappiamo che la fiducia è importantissima, ma talvolta mentire, a fin di bene, è inevitabile quando si ha paura di perdere qualcuno. Sta a noi poi scegliere se fidarci nuovamente e se lasciarci andare con qualcuno che è l’unico con il quale siamo davvero noi stesse, con cui non dobbiamo fingere.
Questa è la lotta interiore che accompagnerà Keeley per tutto il romanzo. Come vi ho anticipato, è un libro destinato alle giovanissime e, come tale, deve essere preso. Non aspettatevi alta letteratura o riflessioni profonde, ma solo una storia semplice, appassionante e dolce. 
Tra l’altro, il romanzo è scritto davvero bene e ho apprezzato che, nella marea di libri per teenager che mi è capitato di leggere ultimamente, non ci sono volgarità o violenze, il che è una cosa rara ve lo assicuro.
Per cui se volete fare un regalo a una sorella più piccola o avete sui 16 anni leggetelo assolutamente, ve ne innamorerete. 
Se, invece, siete già “adulte” come me e vi va di leggerlo, prendetelo per quello che è: una dolcissima storia d’amore che vi farà trascorrere un piacevole pomeriggio, ricordandovi i bellissimi tempi del liceo.



Voto finale: 4/5

mercoledì 31 maggio 2017

[Recensione] La fine dei vandalismi di Tom Drury - NN editore


Trama
Il mondo di Grouse County è una ragnatela di cittadine sparse in un immaginario Midwest, dove le vite sono intrecciate da legami di amicizia, affetto o semplice conoscenza. È qui che Louise Darling decide di divorziare da Tiny e fa visita alla madre, Mary, per portarla fuori a pranzo prima della seduta del consiglio comunale, dove si discutono le sorti di un cane mordace.
Nel frattempo, lo sceriffo Dan Norman si trova a dare la caccia al marito di Louise, per atti vandalici commessi nella scuola durante il ballo contro i vandalismi. E così Dan incontra Louise, se ne innamora, Tiny la perde per sempre, e Louise ritrova finalmente se stessa.
Tom Drury sceglie di non dirigere i suoi personaggi come burattini, ma al contrario, con piccole pennellate, dai loro incontri attinge la forza per creare l’epica di Grouse County.
Leggero e profondo, divertente e malinconico allo stesso tempo, La fine dei vandalismi racconta la vita, quella di ogni giorno, che macina gioie e tristezze senza sosta. E lo fa senza seguire traiettorie premeditate, accettando la fatalità dell’esistenza, in un inno alla sua pacata e ingovernabile casualità.
Questo libro è per chi ama la furia della pioggia d’aprile, che allontana l’inverno e accoglie la primavera, per chi guarda la via Lattea come una strada che conduce davvero da qualche parte, per chi ascolta Feeling good di Nina Simone, e per chi si trova a camminare verso la felicità a piccoli passi, come se stesse procedendo su un cornicione sospeso nel vuoto.

La mia opinione
“La fine dei vandalismi”, primo capitolo della trilogia di Grouse County, è un romanzo che ho amato dalla prima all’ultima pagina.
Lo scrittore colpisce con uno stile secco, che va dritto al punto, senza perdersi in romanticismi o riflessioni sulla vita.
Nonostante si approcci a tantissimi temi di attualità, come la dipendenza da alcool e droghe, l’aborto, il divorzio, le relazioni sentimentali, lo fa con un realismo estremo, tanto che vi sentirete voi stessi parte del romanzo.
Anche il filo conduttore del romanzo, il rapporto amoroso tra lo sceriffo Dan e Louise, non è narrato con il classico stile dei romanzi di fantasia. Al contrario, si tratta di una relazione reale, nella quale non trovano spazio falsi romanticismi, ma solo la concretezza e la stabilità di un vero rapporto.
Attraverso la narrazione della storia di Louise e Dan, Tom Drury ci accompagna in un mondo che di immaginario ha solo il fatto di non esistere davvero sulla cartina geografica. Tante storie di vita reale che si accavallano, episodi divertenti o tragici, raccontati spesso con una certa ironia e, talvolta, con cinismo.
Ho amato il libro proprio per queste sue caratteristiche: la possibilità, per una volta, di immergersi in un mondo reale, talvolta eccentrico, ma sempre concreto, in ogni sua sfaccettatura.
I dialoghi sono perfetti, le pagine scorrono velocemente, tanto che, alla fine del romanzo, sentirete subito la nostalgia dei personaggi che ne hanno parte, come se fossero degli amici che vi hanno parlato delle loro vite. Assolutamente consigliato. 


Voto finale: 5/5


martedì 30 maggio 2017

[Recensione] La libreria degli amori impossibili di Elisabetta Lugli - Newton Compton editori



Trama
Anna vive a Torino e lavora alla Stella Polare, una libreria che offre ai suoi lettori una scelta di libri ricercati e raffinati. Quel posto le piace, nonostante le stranezze di Adele, la ricca proprietaria dal carattere brusco, a volte quasi ostile. Per il resto, la vita di Anna si divide tra una stramba famiglia, amiche eccentriche e una storia d’amore che non è mai davvero decollata. La sua routine s’interrompe quando, una mattina, legge sul giornale locale che Claudia, la sua migliore amica ai tempi dell’università, che non vede da molti anni, ha avuto un incidente. Combattuta sul da farsi, decide alla fine di andare a trovarla, non sospettando che quell’incontro possa cambiare la sua vita…
Anna torna in libreria letteralmente sconvolta: tanti anni fa Claudia le ha mentito, Claudia l’ha indotta a lasciare Luca, il suo primo grande amore, Claudia ha condizionato le sue scelte. Le domande sul passato si affollano nella mente di Anna, tutte senza risposta. O almeno così sembra. Perché Anna non sa ancora che il destino sta per giocarle un altro scherzo. Qualcuno, proprio quel giorno, entra alla Stella Polare…

La mia opinione
Il romanzo “La libreria degli amori impossibili” mi ha attratta subito per la trama: per gli amanti dei libri l’idea di una storia legata ad una libreria che è un vero e proprio punto di riferimento, non a caso chiamata “Stella Polare”, è un richiamo che non può essere ignorato.
Purtroppo, in questo caso, il romanzo mi ha parzialmente delusa.
La scrittrice, Elisabetta Lugli, è sicuramente molto brava, ha uno stile impeccabile e, per essere al suo primo romanzo, dimostra già una maturità di scrittura che non sempre è facile trovare.
Tuttavia, personalmente, non sono riuscita ad entrare in contatto con i personaggi, in particolare con la protagonista Anna. L’idea iniziale del romanzo, il grande amore con Luca terminato a causa di una bugia, era davvero intrigante. Ma Anna, come personaggio, non è riuscita a trasmettermi nulla. Per buona parte del romanzo, oltre ad essere svampita, anche se questa è una caratteristica che l’autrice ha voluto dare al personaggio, passa il tempo a riflettere, meditare, a rimpiangere questo grande amore e queste meditazioni continue personalmente mi hanno fatto da subito perdere interesse per il personaggio principale e, di conseguenza, per buona parte del romanzo.
Molto più interessanti, invece, le storie degli altri personaggi, soprattutto quella di Adele, la proprietaria della libreria, e di Giulia, la migliore amica di Anna.
Un romanzo che, nonostante come anticipato sia scritto benissimo e sia scorrevole, non riesce a mio parere a decollare, se non in alcune sue parti. Il finale è aperto… magari potrebbe esserci un seguito che riuscirà a coinvolgermi?


Voto finale: 3/5

lunedì 29 maggio 2017

[Recensione] La mia ultima estate di Anne Freytag - Leggereditore


Trama
Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno. Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.
Un romanzo che emoziona e fa riflettere, che tra sorrisi e lacrime ci ricorda quanto sia importante vivere il presente.

La mia opinione 
“Vivi ogni giorno come se fosse ogni giorno. Nè il primo, né l’ultimo, l’unico.” Con questa bellissima citazione di Neruda si potrebbe riassumere il senso di “La mia ultima estate”.
Si tratta di un tipo di romanzo che normalmente, arrivata a quasi 32 anni, evito perché mi sembra da ragazzine. Ma il mio sesto senso, per fortuna, ha avuto ragione ancora una volta.
L’avvertimento, come potete capire dalla trama, è quello di non leggerlo se non volete piangere. Perché, durante la lettura di questo romanzo, vi posso assicurare che le lacrime che verserete saranno tante, anche per una persona come me, che difficilmente si commuove. Ma, allo stesso tempo, vi divertirete ed emozionerete come la protagonista, anche grazie alla scrittura scorrevole della giovane autrice, che vi porterà a non voler abbandonare il romanzo finché non sarete arrivati alla fine.
La storia potrebbe, a prima vista, sembrare banale, sull’onda cavalcata da romanzi come “Colpa delle stelle” o “Resta anche domani”. Eppure, nonostante abbia letto entrambi i libri citati, “La mia ultima estate” è riuscito a colpirmi come da tempo non accadeva.
Forse perché mi sono ritrovata tantissimo in Tessa: una ragazza apparentemente perfetta, concentrata negli obiettivi che una diciassettenne normale può avere: la scelta dell’università giusta, ottenere ottimi risultati a scuola, non deludere i propri genitori. In più, ho ritrovato in Tessa un aspetto che mi caratterizza: la pianificazione. Tessa ha sempre pianificato tutto e così, davanti all’evento più terribile che possa succedere ad un essere umano, la consapevolezza di avere una malattia che le lascerà solo poche settimane di vita, continua a fare quello che ha sempre fatto: organizza, pensa, riflette, sempre rinchiusa nella sua stanza.
Finché non incontra Oskar: tra i due basta un semplice sguardo per capire che c’è un filo che li lega. Nonostante Tessa faccia di tutto per allontanarlo, perché non vuole farlo soffrire per un rapporto che nasce già “a breve termine”, il legame tra i due non è destinato a spezzarsi, è un rapporto che, per quanto breve possa essere, sono destinati a vivere a pieno.
E finalmente Tessa decide di fare una cosa che, nella sua eterna pianificazione, nella sua continua ricerca della perfezione, non ha mai fatto: vivere. Tessa decide di partire con Oskar per l’Italia e godersi ogni singolo attimo, vivere giorno per giorno assaporando ogni stupendo momento che la vita può regalare.
Molto spesso non ci accorgiamo del tempo che stiamo perdendo, così concentrati sulla quotidianità che spesso ci annoia e ci stressa. Eppure basterebbe fermarsi per cogliere l’attimo, vivere ogni giorno come se fosse l’unico. So che è difficile e io sono la prima a non farlo, ma “La mia ultima estate” porta necessariamente a riflettere su quanto la vita sia breve e che, nonostante le paure, le insicurezze, le delusioni, il tempo è troppo importante per essere sprecato.

Vivete, innamoratevi, soffrite e rialzatevi, ma godetevi ogni piccolo attimo che vi regala il presente, il “qui ed ora”: questo è il messaggio che mi ha trasmesso questo romanzo e che, spero, possa portare a tutti voi.

Voto finale: 4.5/5

lunedì 22 maggio 2017

[Recensione] In carne e cuore di Rosa Montero - Salani



Trama
Non è facile accettare la propria età quando non sei più una giovane donna, hai superato i cinquanta, vivi da sola e il tuo amante ti lascia perché aspetta un figlio dalla moglie. Così, quando Soledad scopre che all’opera incontrerà il suo ex, decide di ingaggiare un gigolò per farlo ingelosire. Ma all’uscita dal teatro un imprevisto violento fa prendere agli eventi una piega inaspettata e segna l’inizio di una relazione tormentata, vulcanica e a tratti pericolosa.
Con ironia, ma anche con la rabbia e la disperazione di chi si ribella alla crudeltà del tempo, il racconto della vita di Soledad si intreccia alle storie degli scrittori maledetti della mostra che lei sta organizzando per la Biblioteca Nacional di Madrid.
In carne e cuore è un romanzo audace e sorprendente, il più libero e intimo mai scritto da Rosa Montero. Un intrigo emozionale che ci parla degli anni che avanzano, della paura dell’abbandono, del fallimento, ma anche della speranza, della necessità di amare e della gloriosa tirannia del sesso, dell’esistenza intesa come un fugace momento in cui si può solo essere vittime o carnefici. L’amatissima scrittrice spagnola scava con acuta e ironica sensibilità i sentimenti di una seduttrice impenitente alle prese con l’inesorabilità della vita.

La mia opinione 
I latini parlavano di “Nomen omen” per indicare che il destino di una persona è racchiuso nel nome. Così è per Soledad, una donna che, come dice il nome stesso, sembra condannata alla solitudine.
Anche perché, avendo raggiunto una certa età, sente sempre di più l’inesorabilità del tempo che passa e la paura di non aver avuto granché dalla vita.
La storia di Soledad inizia con un piano di vendetta: quello verso il suo amante, che l’ha lasciata dopo che la moglie è rimasta incinta. Soledad, delusa e abbandonata, decide di vendicarsi facendosi vedere con un uomo molto più giovane di lei e per raggiungere il suo scopo si rivolge ad un sito nel quale si possono ingaggiare dei gigolò.
In questo modo, Soledad incontra Adam. Bello e con un passato misterioso: Soledad ne è profondamente attratta, ma, allo stesso tempo, lo e teme. Sì perché Adam non ha solo un passato misterioso, ma anche un presente che sembra debba portare solo guai.
Eppure Soledad non molla: con la capacità che solo una donna che ha paura di rimanere sola può avere, si aggrappa con tutte le sue forze all’idea che forse Adam prova qualcosa di più, sente che tra i due c’è un legame e che non sono i soldi che puntualmente gli offre a farlo restare con lei. 
Il personaggio di Soledad colpisce profondamente per la sua enorme paura dell’abbandono e della solitudine. Apparentemente una donna forte, con un bellissimo lavoro, intelligente, ma con un grandissimo bisogno di amare qualcuno.
Il lavoro di Soledad, che è la curatrice di importanti mostre, diventa una perfetta occasione per la scrittrice Rosa Montero per raccontarci la storia di moltissimi scrittori maledetti. Tanti aneddoti e tante curiosità sul mondo della letteratura che non possono non affascinare gli amanti dei libri.

Un libro profondo, a tratti struggente, ma trattato con quell’ironia che soltanto gli scrittori spagnoli posseggono, In carne e cuore vi lascerà davvero affascinati.

Voto finale: 4/5

giovedì 18 maggio 2017

[Anteprima Leggereditore] La mia ultima estate di Anne Freytag

Buongiorno lettrici e lettori! Oggi vi segnalo un romanzo che, se avete amato "Colpa delle stelle", non potete assolutamente perdere! Lo trovate in libreria e in ebook dal 25 Maggio 2017 e in anteprima da oggi al 22 al Salone del Libro di Torino, nello stand di Leggereditore!


Trama
Tessa, diciassette anni, ha atteso a lungo il ragazzo perfetto, il momento perfetto, il bacio perfetto. Pensava di avere ancora molto tempo davanti a sé, prima di scoprire che a causa di un difetto cardiaco le restano poche settimane di vita. Stordita, arrabbiata, disperata, aspetta di morire chiusa nella sua stanza. È un’attesa amara, la sua, perché sa di non aver vissuto a pieno. Pensa a sé stessa come a una “ragazza soprammobile”, che morirà “vergine e senza patente”. Fino a quando non incontra Oskar e tutto sembra di nuovo possibile. Nonostante Tessa cerchi di allontanarlo, convinta che una relazione sarebbe insensata ed egoistica, lui non le lascia scampo. Oskar sa vedere dietro le apparenze, non ha paura e vuole rimanerle accanto. Pur di sorprenderla, di vedere i suoi occhi brillare per l’emozione, organizza un piano per farle vivere un’ultima estate perfetta. Un viaggio in Italia a bordo della sua Volvo sgangherata per ammirare i tesori di Firenze, sedersi sulla scalinata di Piazza di Spagna, mangiare una pizza a Napoli. Un’ultima estate in cui il tempo non ha importanza e ciò che conta sono solo i sentimenti.
Un romanzo che emoziona e fa riflettere, che tra sorrisi e lacrime ci ricorda quanto sia importante vivere il presente.
  
L’autrice
Anne Freytag è nata nel 1982 e vive a Monaco. Prima di dedicarsi completamente alla scrittura ha lavorato per un’agenzia pubblicitaria. Ha già pubblicato diversi romanzi, anche con lo pseudonimo di Ally Taylor. La mia ultima estate è il suo primo New Adult. Accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ha conquistato i cuori di migliaia di lettrici.

martedì 16 maggio 2017

[Recensione] Una famiglia quasi felice di Amanda Prowse - Newton Compton Editori



Trama
Kathryn Brooker è la moglie del preside. Mentre suo marito Mark passa le giornate cercando di arginare l’esuberanza di frotte di adolescenti indisciplinati nelle grandi sale dell’edificio scolastico dove lavora, Kathryn prepara focaccine per la partita di cricket del figlio nel cottage all’interno del cortile della scuola. La sera, quando torna a casa, Mark si complimenta con lei e la bacia, mentre i figli li prendono in giro per quelle melense dimostrazioni di affetto. Kathryn Brooker sembra davvero rispondere all’immagine di moglie e madre soddisfatta. Se qualcuno riuscisse a sbirciare attraverso la finestra della loro casa ordinata, vedrebbe quattro figure sedute comodamente intorno al tavolo della cucina a chiacchierare: l’immagine di una famiglia felice, un’oasi di amore e serenità. Quel qualcuno di certo proverebbe invidia per Kathryn e per la sua vita perfetta. Ma si sbaglierebbe di grosso. Kathryn è intrappolata in un incubo. Ed è arrivata a un punto di non ritorno, tanto da essere pronta a compiere un passo che solo una donna veramente disperata sarebbe in grado di fare…

La mia opinione
La copertina dell’ultimo romanzo di Amanda Prowse non potrebbe essere più azzeccata per descrivere la protagonista di “Una famiglia quasi felice”, Kathryn Brooker, un indifeso uccellino in gabbia.
La sua gabbia è una vita apparentemente perfetta:  un marito bello, affascinante e di successo, preside di una scuola prestigiosa, due figli sani e felici, una casa da sogno. Cosa si potrebbe desiderare di più? Questo è quello che si penserebbe guardando la superficie.
Ma, dietro a quella perfezione, si cela una tragedia familiare che va avanti da anni e che Kathryn riesce a nascondere perfettamente dietro un sorriso forzato e un aspetto sempre impeccabile.
Ma, come spesso accade, agli altri si può far credere tutto, se ci si ferma alla superficie e alle apparenze. Soprattutto oggi, sappiamo come sia semplice inventarsi una vita perfetta che nasconda le sofferenze date da violenze psicologiche e fisiche, purtroppo spesso difficili da denunciare.
E Kathryn, ingenuamente, pensa che sopportare e stare zitta, continuare a vivere in quella gabbia, sia l’unico modo per salvare i suoi figli, per farli vivere bene in una apparente famiglia da “Mulino Bianco”.
Ma la sopportazione ha un limite e Kathryn arriva ad un punto in cui non le rimane scelta che compiere un gesto terribile, il racconto del quale dà inizio al romanzo.
L’incipit del romanzo vi lascerà sorpresi: penserete di essere di fronte alla storia di una psicopatica. In realtà, scoprirete che Kate è una donna favolosa, che ha annullato se stessa pensando solo di fare del bene, di offrire un futuro migliore ai figli, quel futuro che sognava lei prima di rimanere incastrata in un matrimonio infelice.
Questo romanzo è una denuncia alla violenza, troppo spesso nascosta tra le spesse mura di una casa familiare. La Prowse, con l’esempio di Kate, ci porta a ricordare che tutto, qualunque cosa, deve essere denunciata, che non bisogna avere paura, che non bisogna permettere a nessuno di farci del male, proprio per non dover arrivare al punto di non ritorno al quale arriva Kate.
Ma è anche un romanzo sulle seconde possibilità, sul coraggio di raccogliere i pezzi della propria vita e ricominciare da capo, cambiando un destino che sembra segnato.
Ed è una storia sull’amore: l’amore profondo che solo una madre può provare per i suoi figli, disposta a fare di tutto per loro, persino soffrire in silenzio.